Tognazzi e Sordi

 Alberto SordiUgo Tognazzi sono accomunati dallo stesso tipo di ricerca artistica: la costruzione di un affresco della società italiana del dopoguerra attraverso una galleria di tipi.

Però mentre il tipo sordiano, almeno nella sua forma più originale, è sempre fortemente lavorato in rilievo rispetto all’ambiente in cui si muove (lo stesso Alberto Sordi una volta ebbe a dire: “Io metto in scena i miei personaggi  anche per prescrivere come ci si debba comportare quando li si incontri, effettivamente, nella realtà”), ossia concentra in sé, i modo paradigmatico, tutti i caratteri peculiari dell’atteggiamento sociale che si vuole rappresentare, il personaggio di Tognazzi è più figura corale di un decadimento morale in cui si vede, pessimisticamente, l’unico motore del progresso sociale e culturale.

In un abbozzo, Alberto Sordi sembra più un Teofrasto, la cui opera è una successione di profili che rimangono distinti l’uno dall’altro, mentre Tognazzi è un Petronio Arbitro, la cui filmografia costituisce nella sua interezza una specie di nuovo Satyricon.

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