Dipnologia

La dipnologia è (o potrebbe essere) la scienza dei pasti. Appartiene a quella categoria di scienze che con teminologia mendeleviana potremmo chiamare eca-, quelle, cioè, che non esistono effettivamente ma di cui si può intuire l’esistenza.  I pasti si dividono in principali e aperitivi: – sono pasti principali quelli in cui si preparano cibi inContinua a leggere “Dipnologia”

Edotipo e boscotipo

L’ultima pubblicità del Biochetasi ci offre lo spunto per questa riflessione.Così come in biologia distinguiamo tra fenotipo, cioè l’organismo umano dal punto di vista dell’aspetto esteriore, e il genotipo, lo stesso organismo ma dal punto di vista dei meccanismi biologici interni, così in ambito alimentare possiamo parlare di  edotipo (dal greco edein, mangiare), cioè il ciboContinua a leggere “Edotipo e boscotipo”

Il dingo e la banana

Un giorno un dingo velocissimo in fuga da un gruppo di bracconieri con cui non voleva più cacciare si fermò per un momento davanti a un casco di banane caduto per strada e, come se quei frutti potessero parlargli,  disse così a quello che gli sembrava il più bello e splendente nel suo giallo rivestimento:Continua a leggere “Il dingo e la banana”

I lemmi del cruciverba

In un cruciverba bisogna distinguere i lemmi notevoli o enciclolemmi (in quanto si tratta di conoscenze di cultura generale o enciclopedica)  quelli strutturali o sfingolemmi (lemmi-trabocchetto*). I primi sono quelli che si immagina il creatore di cruciverba voglia proporre al solutore costruendo gli intrecci, i secondi sono quelli che risultano, quasi sempre casualmente o indirettamente,Continua a leggere “I lemmi del cruciverba”

Perché il Mezzogiorno d’Italia è chiamato così?

La denominazione è legata al fatto che nel nostro emisfero (emisfero boreale) il sole a mezzogiorno indica il sud. Inoltre anche il vento tipico del sud, l’ostro o austro, sin dall’antichità è detto mezzogiorno perché spira in modo più intenso proprio in quell’ora. Cfr. il Giornale della letteratura italiana (1795): “Quando l’ orientale spira leggiermente la mattina,Continua a leggere “Perché il Mezzogiorno d’Italia è chiamato così?”

Parole e date

In ogni parola è possibile individuare una radice e una desinenza (a essere pignoli, un prefisso, una radice, un suffisso e una terminazione; il più delle volte sono il suffisso e la terminazione insieme a formare la desinenza). A dare il significato alla parola è sempre la radice, mentre la desinenza ha più che altroContinua a leggere “Parole e date”

Quanti sono i viaggi culturali

Possiamo distinguere essenzialmente sei tipi di viaggio culturale. –        – Il Grand Tour, quello classico dell’aristocrazia europea del ‘600-‘700-‘800; è il tentativo di coprire il territorio di un intero Paese o anche di più Paesi insieme e si basa, perciò, su una rigida selezione di partenza dei luoghi e delle città da visitare.Continua a leggere “Quanti sono i viaggi culturali”

La citazione

Una citazione (da un grande autore, da un film, da una canzone etc.) può essere implicita o anche esplicita o, per usare un’altra terminologia, incastonata oppure chiosata.Difficile dire quale delle due faccia fare più bella figura, in fondo non c’è molta differenza tra di esse. Infatti: – la citazione implicita è integrata nel corpo diContinua a leggere “La citazione”

La trasformazione

La trasformazione come transustanziazione operata dalla magia  può avvenire o in continuità (solido/solido, liquido/liquido) rispetto allo stato della materia oppure in discontinuità (solido/liquido, liquido/solido).La trasformazione come trasmutazione riguarda invece i  processi di passaggio animato/inanimato, inanimato/animato, maschio/femmina, femmina/maschio,  giovane/vecchio, vecchio/giovane, antico/moderno, moderno/antico, terrestre/extraterrestre, extraterrestre/terrestre, animale/umano, umano/animale, europeo/extraeuropeo, extraeuropeo/europeo etc.  I processi sono trasfiguranti (o alienanti) quandoContinua a leggere “La trasformazione”

Ugo il pagliaccio

Ugo lavorava al circo da quando aveva quindici anni. Adesso ne compieva cinquanta. In arte si faceva chiamare Rodolfo. In precedenza, per qualche mese subito dopo la fine della scuola primaria, aveva lavorato col padre che gestiva un chiosco di gelati, al parco. La vocazione per fare il pagliaccio gli venne proprio fra un gelatoContinua a leggere “Ugo il pagliaccio”