Fonte: Deviantart

Non vengono dallo spazio né da mondi lontani: i nemici del Grande Mazinger arrivano piuttosto dal passato, dall’antichità preclassica. Sono Micenei, sopravvissuti a una catastrofe naturale paragonabile o equivalente a una sciagura atomica e costretti, per millenni, a vivere nelle viscere della Terra. E a riconvertirsi parzialmente, nel corso del tempo, in esseri meccanici. Tra una scelta di tipo futuristico e una di tipo gotico-orrorifico, quindi, i creatori del Grande Mazinger (ma qualcosa di simile si vede anche in Jeeg robot d’acciaio) hanno preferito operare la seconda. Ma perché proprio i Micenei? Ecco la domanda veramente interessante per quanto riguarda l’Impero del Male che si contrappone ai paladini della Fortezza delle Scienze. Il vero aspetto da approfondire, forse, più ancora della suddivisione delle forze imperiali in base a un criterio di rappresentanza di tutte le classi animali.
Restando nel campo delle congetture, si potrebbe pensare che Gosaku Ota, l’autore del manga da cui Go Nagai trasse l’anime Il grande Mazinger, abbia pescata dalla storia un popolo antico a caso proprio per il suo appartenere a un passato remoto: i Micenei di Mazinga sarebbero quindi più o meno come i Cimmeri del fumetto di Conan il Barbaro.
Ma se poniamo attenzione all’intento di Mikenes di iniziare la sua conquista della Terra partendo da Tokyo e dal Giappone, e quindi dall’estremo est del mondo, possiamo anche pensare che i Micenei siano stati scelti perché il loro nome è universalmente legato a uno dei più leggendari progetti di espansione a est, la conquista di Troia. Non che altri popoli (in primis gli Egiziani) quasi contemporaneamente non cercassero di espandersi anch’essi verso Oriente, tuttavia la lunghezza della guerra di Troia – il più importante evento bellico prima delle guerre persiane, secondo un certo pensiero storiografico greco – e l’alternarsi continuo delle sorti delle due parti in lotta – i Troiani da un lato e i Micenei a capo di una coalizione greca dall’altro – potrebbero aver fatto prepotentemente breccia nella fantasia del fumettista e dello sceneggiatore nipponici. In effetti, anche se molti negano la storicità stessa dell’ evento, è un fatto però che la guerra di Troia ha degli aspetti paradigmatici assolutamente unici: non a caso è il tema del primo grande capolavoro della letteratura universale, l’Iliade, mentre altre guerre di conquista coeve altrettanto leggendarie risultano piuttoasto relegate in documenti di tipo epigrafico destinati alla paziente riscoperta archeologica. Com’è noto l’Iliade è anche il modello per tutta la letteratura storiografica, ma questo è chiaramente tutto un altro discorso.

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